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Pienezze e vuoti

domenica, febbraio 14th, 2016

Alessandro

Inauguriamo oggi, la rubrica “Posta del Cuore“.

La data prescelta per il debutto, non è del tutto casuale, coincide con San Valentino, la festa degli innamorati. Però, per quanto ci riguarda, l’amore, non è solo quello convenzionale, ovvero quello che investe un uomo e una donna, con una differenza anagrafica accettabile, collettivamente riconosciuto e rassicurante, che rientra in tutti i cliché del caso. No, per noi l’amore è molto di più; non può essere classificato, incasellato, conformato o definito, perché se lo fosse, lo dovremmo chiamare in modo diverso.

Sabrina, che ha scritto un messaggio ad Alessandro, ha espresso il desiderio di leggere anche il vostro punto di vista, quindi i vostri commenti sono i benvenuti!

* * *

Caro Alessandro,
Penso che si possano amare più persone contemporaneamente. Perché non siamo socialmente liberi di sostenerlo?
Ho trent’anni e sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa). Una cosa è certa: è sempre amore, sotto forme diverse. Se qualcuno mi ponesse davanti ad una scelta sarei in crisi. Eppure questa vita è fatta, per entrambe le parti, da pienezze e da vuoti. E i vuoti, le mancanze… sono forti. E le pienezze di uno non compensano i vuoti dell’altro.
Sento che è un’inevitabile condanna. Secondo te posso riuscire a sopravvivere così?

Sabrina

* * *

Cara Sabrina, tu sfondi una porta aperta. Nel mio libro esprimo parecchie perplessità sia sull’amore “proprietario” (“Io sono tua”, “Tu sei soltanto mio”) sia sul sesso monogamico (quello che fa gridare all’assenza di amore se uno dei due partner ha rapporti fisici con altri). Il problema è che, se ognuno dicesse al proprio partner, chiaramente, come la pensa, non esisterebbero più coppie – almeno per come è intesa oggi, e da due secoli a questa parte, la coppia. Si finisce così, come fai tu, per agire di testa propria ma… di nascosto. Questo atteggiamento rende ancora più peccaminosa la condotta la quale, se da un lato può beneficiare del piacere del proibito, dall’altro viene relegata nell’ambito dei comportamenti socialmente disdicevoli. Insomma, molti lo fanno ma guai a dirlo. Che fatica! Secondo me, la tua sopravvivenza in questa situazione dipende quasi esclusivamente da te, dalla tua capacità di fregartene dei luoghi comuni e dalla tua costanza nel ricercare una tua via alla realizzazione personale. Se dovessi riassumere tutto il libro “Cronache sentimentali” in un unico concetto, direi questo: ognuno di noi ha diritto di cercare la felicità, ma la felicità non è una cosa standard. Invece spesso, e soprattutto in amore, cerchiamo di far entrare la nostra vita in uno stampino di felicità creato da altri. Questa è l’origine di tutti i mali – e di molti malumori.

Alessandro

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