Salvato nella categoria ‘Posta del cuore’

Auguri… e sono 46!

venerdì, marzo 25th, 2016

alessandro piccolo

Nelle iniziali del tuo nome, c’era già segnato il tuo destino. Sì, perché tu giochi con le parole usando tutto l’alfabeto, dalla A alla Z.

Ci tieni a mettere sempre i puntini sulle “i”, sei un fondamentalista della punteggiatura, sei molto attento alla forma e per questo ti alimenti di “Crusca“, hai uno stile originale, ironico, mai banale.

Per evitare che tu possa trovare degli errori in questo breve testo, meglio tagliare corto e dirti: tanti auguri di buon compleanno, Alessandro!

Amore: un sottile equilibrio

venerdì, febbraio 19th, 2016

Piatto

 

La prima lettera pubblicata nella rubrica “Posta del cuore” è stata quella di Sabrina, che in sintesi racconta:

“Sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa)”.

Uno dei nostri lettori, Nicola, ha posto una domanda a Sabrina:

“Mi piacerebbe capire cosa le dà il primo che il secondo non dà e viceversa. La mia sarà anche una visione maschile del problema ma qualche sospetto ce l’ho. Sarei anche curioso di sapere se accetterebbe che l’uomo con cui vive si comportasse allo stesso suo modo…”

La risposta di Sabrina merita un intero post; sarebbe stato un vero peccato relegare questi ulteriori tasselli della sua vita sentimentale tra i commenti.
Le sue parole suggeriscono un lavoro di analisi e ricerca interiore molto profonda, per nulla banale e scontato, che allarga gli orizzonti e le visioni sulla vera natura dell’amore, che consigliamo di leggere senza pregiudizi:

Ciao Nicola,

provo a risponderti ma, ti prego, accetta che ti dica subito che la questione, secondo me, non ha natura diversa in base al sesso (femminile o maschile).

Non ho la presunzione di pensare di riuscire a trasmetterti una risposta che comprenderai, sai perché? Perché non so se tu faccia parte di quelle persone che pensano di controllare l’Amore (alle quali quindi cose di questo tipo, anche se accadono, è come se non accadessero – non c’è ricettività) oppure di quelle persone che, come me, hanno capito, da una tale esperienza, che è l’Amore a controllare noi (e non viceversa), sensibili quindi agli stimoli della vita e costretti ad allargare necessariamente la propria veduta in maniera meno presuntuosa, considerando l’Amore la più inevitabile e imprevedibile delle “cose”.
 Ora provo ad entrare nel merito della risposta: da una parte il rapporto è consolidato da anni e si è basato e si basa su valori condivisi, stima reciproca, inclinazione al compromesso, libertà assoluta lasciata all’altro/a, rispetto dei propri spazi, alti e bassi e rinnovo di un affetto profondo, nonostante una notevole distanza in termini caratteriali e diversità negli interessi/gusti/… insomma, poche affinità ma valori basici fortemente condivisi. Un equilibrio che funziona nel nostro caso.
 Dall’altra c’è la chimica. Un’affinità psico-fisica esponenziale. La condivisione di interessi e visioni comuni, stesse inclinazioni e stessa sensibilità alla bellezza delle cose… ma chi può dire se l’ipotetica quotidianità troverebbe lo stesso prezioso equilibrio se vissuta nella sua completezza? Voglio dire: è abbastanza scorretto mettere sulla bilancia le due cose se pensiamo che non possono essere confrontate su una stessa univoca base di partenza. I contesti sono diversi. E lo saranno sempre (i vuoti di uno sono la pienezza dell’altro e viceversa, proprio in questo senso). Forse è proprio per questo che le due cose vivono insieme in questo incantevole (forse per te “insano”) ma delicatissimo equilibrio…
 per rispondere alla tua seconda domanda… sai quante volte me la sono fatta io stessa? Da quando vivo questa incredibile vita parallela, per la prima volta, ho realizzato che per natura nessuno dei due lo accetterebbe e questo mi porta a pensare che, nella vita, le cose non dette siano importanti almeno tanto quanto quelle esplicitate. Ecco che allora la forza di vivere così si rinnova, perché è guidata dal senso che dà alla nostra stessa vita, ecco che ne comprendiamo la grandezza, la bellezza, il dolore… l’inevitabilità. Ecco che sopravviviamo così in questo sottile equilibrio. 

E adesso dimmi, qual era il tuo sospetto?”


 

Pienezze e vuoti

domenica, febbraio 14th, 2016

Alessandro

Inauguriamo oggi, la rubrica “Posta del Cuore“.

La data prescelta per il debutto, non è del tutto casuale, coincide con San Valentino, la festa degli innamorati. Però, per quanto ci riguarda, l’amore, non è solo quello convenzionale, ovvero quello che investe un uomo e una donna, con una differenza anagrafica accettabile, collettivamente riconosciuto e rassicurante, che rientra in tutti i cliché del caso. No, per noi l’amore è molto di più; non può essere classificato, incasellato, conformato o definito, perché se lo fosse, lo dovremmo chiamare in modo diverso.

Sabrina, che ha scritto un messaggio ad Alessandro, ha espresso il desiderio di leggere anche il vostro punto di vista, quindi i vostri commenti sono i benvenuti!

* * *

Caro Alessandro,
Penso che si possano amare più persone contemporaneamente. Perché non siamo socialmente liberi di sostenerlo?
Ho trent’anni e sto [ufficialmente] insieme da una vita ad un uomo che mi dà delle cose e sto [segretamente] insieme ad un altro che me ne dà delle altre (quelle che il primo non mi dà e viceversa). Una cosa è certa: è sempre amore, sotto forme diverse. Se qualcuno mi ponesse davanti ad una scelta sarei in crisi. Eppure questa vita è fatta, per entrambe le parti, da pienezze e da vuoti. E i vuoti, le mancanze… sono forti. E le pienezze di uno non compensano i vuoti dell’altro.
Sento che è un’inevitabile condanna. Secondo te posso riuscire a sopravvivere così?

Sabrina

* * *

Cara Sabrina, tu sfondi una porta aperta. Nel mio libro esprimo parecchie perplessità sia sull’amore “proprietario” (“Io sono tua”, “Tu sei soltanto mio”) sia sul sesso monogamico (quello che fa gridare all’assenza di amore se uno dei due partner ha rapporti fisici con altri). Il problema è che, se ognuno dicesse al proprio partner, chiaramente, come la pensa, non esisterebbero più coppie – almeno per come è intesa oggi, e da due secoli a questa parte, la coppia. Si finisce così, come fai tu, per agire di testa propria ma… di nascosto. Questo atteggiamento rende ancora più peccaminosa la condotta la quale, se da un lato può beneficiare del piacere del proibito, dall’altro viene relegata nell’ambito dei comportamenti socialmente disdicevoli. Insomma, molti lo fanno ma guai a dirlo. Che fatica! Secondo me, la tua sopravvivenza in questa situazione dipende quasi esclusivamente da te, dalla tua capacità di fregartene dei luoghi comuni e dalla tua costanza nel ricercare una tua via alla realizzazione personale. Se dovessi riassumere tutto il libro “Cronache sentimentali” in un unico concetto, direi questo: ognuno di noi ha diritto di cercare la felicità, ma la felicità non è una cosa standard. Invece spesso, e soprattutto in amore, cerchiamo di far entrare la nostra vita in uno stampino di felicità creato da altri. Questa è l’origine di tutti i mali – e di molti malumori.

Alessandro

www.alessandrozaltron.com                                                                                                        Per i vostri quesiti o S.O.S. amorosi scrivetemi qui: mail@alessandrozaltron.com